Yen e fine del denaro gratis!?
10 dic 2025
Alex e Alberto
Il Bancomat del mondo sta per chiudere i battenti: cosa significa la fine del “denaro gratis” in Giappone
Per oltre trent’anni, il Giappone è stato considerato “il Bancomat del mondo”.
Un posto dove il denaro costava praticamente zero, e da cui gli investitori globali attingevano per finanziare operazioni più remunerative in tutto il resto del pianeta.
Ora però, la musica sta cambiando.
Dopo tre decenni di tassi a zero, la Banca del Giappone si appresta a un nuovo, storico rialzo dei tassi fino allo 0,75%. Una soglia che, letta isolatamente, può sembrare ancora molto bassa.
Ma nel contesto della storia economica giapponese rappresenta un vero cambio di paradigma.
Cos’è il Carry Trade e perché ha trainato i mercati per decenni
Il meccanismo è semplice, e potentissimo:
un investitore prende in prestito yen a tassi bassissimi, li converte in un’altra valuta e li investe in asset con rendimenti molto più alti — titoli di Stato americani, azioni europee, corporate bond, e negli ultimi anni perfino criptovalute.
La differenza di rendimento diventa profitto.
Questo approccio, noto come carry trade, è stato una delle strategie più utilizzate dagli investitori istituzionali e dagli hedge fund negli ultimi decenni.
Molti economisti lo definiscono “il pilastro silenzioso” del sistema finanziario globale: una fonte stabile e continua di liquidità che ha alimentato rialzi, cicli di investimento e ricerca di rendimento in tutto il mondo.
Le stime parlano di un valore complessivo che va dai 400 ai 700 miliardi di dollari, con una media attorno ai 500 miliardi.
Per dare un’idea: è quasi il 10% dell’intera industria hedge fund mondiale.
Un'enormità.
Perché il Giappone ora cambia rotta
Per anni, il Paese ha convissuto con un’inflazione nulla o negativa.
Oggi invece l’inflazione viaggia verso il 2%, un livello considerato finalmente “sostenibile” per la crescita.
Per la BoJ, questo è il segnale che il ciclo iper-accomodante può finire.
Ed è proprio qui che il sistema globale inizia a tremare.Perché se prendere in prestito yen smette di essere quasi gratuito, il carry trade diventa improvvisamente meno appetibile.E quando una strategia così enorme diventa meno interessante, il risultato è uno solo: unwinding, cioè chiusura delle posizioni.
Cosa succede quando il carry trade si chiude
Gli effetti potenziali sono ben noti e già visibili:
1. Salgono i costi di finanziamento in yen
Se il tasso passa dallo 0% allo 0,75%, il differenziale di rendimento si riduce drasticamente.
2. Lo yen tende a rafforzarsi
Quando i tassi salgono, lo yen si apprezza.
Questo significa che chi deve restituire il prestito in yen dovrà comprarli a un prezzo più alto, riducendo ulteriormente i margini.
3. Molti investitori chiudono le posizioni
La combinazione di tassi più alti + yen più forte spinge gli investitori a liquidare.
Questo comporta vendite diffuse su azioni, obbligazioni e asset rischiosi nei Paesi dove quei capitali erano stati investiti.
4. La liquidità globale si riduce
Meno carry trade = meno denaro “in giro”.
E siccome per decenni questo flusso ha sostenuto la domanda su molti mercati, la sua inversione può generare turbolenze.
5. Anche i capitali giapponesi potrebbero rientrare in patria
Per anni gli investitori giapponesi hanno comprato titoli americani, europei e perfino cinesi perché i rendimenti in patria erano inesistenti.
Se invece i rendimenti giapponesi tornano interessanti, potrebbero riportare indietro enormi quantità di capitali.
È esattamente questo mix che può creare fasi di volatilità su scala globale.
Cosa significa tutto questo per gli investitori
Non stiamo parlando solo di un rialzo dei tassi in un Paese lontano.
Stiamo parlando della fine di una fase trentennale che ha profondamente influenzato i flussi di capitale globali.
Nel contesto attuale:
la liquidità globale sta già diminuendo
i tassi internazionali rimangono elevati
l’incertezza macro cresce
i mercati iniziano a scontare nuovi rischi sistemici
Tutto questo aumenta quello che gli analisti chiamano FUD – Fear, Uncertainty, Doubt, cioè paura, incertezza e dubbio.
Per questo motivo diventa fondamentale monitorare attentamente i portafogli.
Non per uscire dai mercati — non sarebbe una strategia — ma per assicurarsi che il portafoglio sia:
bilanciato
protetto dai principali shock macro
adeguato al nuovo contesto di liquidità
costruito per reggere anche cambi di regime come questo
L’approccio Avtonoma: partire dai rischi, non dai prodotti
In Avtonoma, la consulenza finanziaria indipendente parte da qui:
dalla comprensione del contesto, non dalla promozione di prodotti.
Monitoriamo in modo costante i rischi sistemici — come la fine del denaro gratis in Giappone — perché crediamo che prevenire sia meglio che reagire.
Costruire portafogli robusti significa prepararli a navigare:
fasi di crescita
fasi di rallentamento
cambi di paradigma storici, come quello che potrebbe iniziare ora in Giappone
Ed è esattamente questo il valore che vogliamo portare ai nostri clienti: una gestione consapevole, indipendente e fondata sull’analisi.

